
La storia del Regno Unito
L’isola britannica fu abitata da popolazioni preistoriche (qui troviamo infatti i monoliti di Stonehenge).
Successivamente l’isola viene invasa prima da Celti (VII e VI secolo a. C.) popolazione di origine centro europea che in quei anni si espanse in tutta Europa. Successivamente ci fu la conquista dei romani.
Nel V secolo a.C. i celti furono isolati in alcune parti della Britannia e sull’isola si stanziarono gli Angli. Questa tribù ha origine nella Germania non romanizzata, del Nord e, unita a Sassoni, Juti e Frisoni, migrarono in Inghilterra.
Il periodo successivo fu abbastanza travagliato, con la discesa dei Normanni (popoli guerrieri del Nord) che unificarono le popolazioni presenti in un unico stato e che formarono il primo parlamento nel 1265.
Da ricordare che nel 1215 fu scritta la Magna Charta, importante documento storico (il primo fondamentale per i diritti dei cittadini) dove in pratica si delimitava la sovranità del re e la sua indipendenza nel creare nuovi leggi.
Negli anni a venire il Regno Unito conobbe un periodo molto fiorente sotto la guida dei Tudor, dinastia gallica. Nel 1534 Enrico VIII crea la Chiesa Anglicana rifiutando di riconoscere il papa come capo della chiesa.
Durante il regno di Elisabetta I I’Inghilterra iniziò la conquista di molte terre e divenne una delle prime forze mondiali, motore della rivoluzione industriale che ebbe inizio nel ’700.
Passate le due guerre il Regno Unito ha subito un rallentamento dello sviluppo, perdendo il primato di prima potenza economica mondiale, perdendo molte colonie e si riducendo i suoi confini, nel 1921 ha perso il dominio dell’Irlanda, tranne che per la zona a nord.
Oggigiorno resta comunque uno dei paesi più industrializzati e avanzati del monda ma resta diviso in zone diverse per cultura e tradizioni.
A Sud abbiamo la zona delle grandi città, la parte dell’Inghilterra, forse più globalizzata, dal grande sviluppo economico. A Ovest è presente il Galles, di tradizione agricola e dove si è conservata ancora la lingua gaelica. A nord c’è la Scozia, una regione ricca di miniere e pascoli, con le sue tradizioni e che per questo ha ottenuto una certa indipendenza.
Infine l’Irlanda del Nord resta divisa molto dalle tradizioni e da sempre tormentata dalla guerra tra Cattolici e Protestanti.
La Popolazione dell’Inghilterra
La popolazione dell’Inghilterra gode di una buona ricchezza. Il prodotto pro capite è molto buono, il livello e la qualità dei servizi sono molto alti.
La popolazione originale è formata da diversi gruppi etnici, ad esempio i Gaelici hanno ancora la lingua gaelica.
Negli ultimi anni la popolazione è sempre di più divenuta un mescolamento di varie etnie proveniente da molte parti del mondo.
Oggi in Inghilterra vivono e lavorano moltissimi indiani, pakistani, africani.
Il motivo è da ricercare nel grande dominio coloniale che aveva l’Inghilterra prima che fu, giustamente, ridotto a inizio del 1900. Molti inglesi rimasero colonie e al contempo molti delle popolazioni originarie migrarono in Inghilterra per cercare condizioni migliori.
La mescolanza presente oggigiorno non ha mai dato adito a episodi di intolleranza e di razzismo.

Il Parlamento inglese affacciato al Tamigi
Gli insediamenti britannici
Nell’UK ci sono molte differenze di densità demografica.
A sud la densità è altissima (più di 350 ab./km2), visto le vaste città mentre a Nord nella Scozia e nel Galles, la densità scende di molto, poiché i centri abitativi sono per lo più costituiti da piccoli villaggi.
Soprattutto nella zona dell’Inghilterra sono presenti grandi città dove la popolazione si concentra.
E in periferia di queste grandi città si è formata una vastissima zona industriale fittamente abitata.
Basti pensare che Londra ha ben 7,5 milioni di abitanti.
Il Regno Unito ha una rete stradale molto sviluppata, come quella ferroviaria.
Da notare anche la presenza di canali navigabili.
Le più grandi città, come Londra, si sono formate verso la costa, in concomitanza di estuari dei fiumi. Nel passato, durante lo sviluppo economico, infatti importantissimi furono i porti e i collegamenti marittimi che ancora oggi vengono sfruttati per il commercio.
Molto intenso è il traffico aereo e Londra è un punto nevralgico del trasporto aereo mondiale.
Nel 1994 fu inaugurato l’Eurotunnel, un canale che passa sotto la Manica e che collega l’Isola alla Francia.
Il lavoro nell’UK
Nel passato il Regno Unito fu la prima potenza economica al mondo per tanti anni.
Proprio qui, nel 1700, ebbe l’impulso la rivoluzione industriale, grazie alla massiccia presenza di carbone nelle miniere locali e grazie all’altissimo numero di materie prime importate dalle colonie che a quel tempo erano sotto il dominio inglese.
Dopo le guerre, e dopo la perdita delle colonie, l’Inghilterra attraversò un periodo di crisi da cui si risollevò ed a oggi è uno degli stati trainanti nell’economia mondiale.
In Inghilterra il settore primario è moderno e avanzato tecnologicamente (infatti impiega poca forza lavoro) e le sue industrie esportano prodotti in tutto il mondo.
L’agricoltura
L’agricoltura in Inghilterra è avanzata e molto produttiva.Nonostante ciò lo stato importa un alto numero di prodotti alimentari.
La maggior produzione è di cereali, poi ci sono gli ortaggi vari (patate, ecc.) e importante è la coltivazione di colza.
L’allevamento di bovini è importante, ma sicuramente la Scozia ha uno dei più importanti allevamenti di ovini e caprini d’Europa.
L’industria britannica
Nel passato il fiorente sviluppo dell’industria è stato possibile grazie alle moltissime materie prime presenti nel territorio.
La maggioranza della produzione di energia non avviene più dal carbone, ma dal petrolio che l’Inghilterra ha cominciato a prelevare del Mare del Nord. Molte potenze mondiali del settore petrolifero hanno sede qui: la BP e la Royal Dutch-Shell.
Anche gli impianti nucleari forniscono una buona percentuale di energia.
Sviluppata anche l’industria chimica (come diretta conseguenza della buona disponibilità di petrolio), metallurgica e siderurgica.
L’industria meccanica aeronautica e navale sono tecnologicamente avanzate.
Importanti anche le industrie alimentari e tessili (Londra è il mercato numero uno a livello mondiale per la lana).
Il terziario
Come quasi tutte le nazioni avanzate è il settore trainante dell’Inghilterra.
Importantissimo l’aspetto finanziario: molte banche, compagnie di assicurazioni e di import/export hanno sede a Londra.
Molto sfruttato è anche il turismo, grazie ai bellissimi paesaggi naturalistici offerti dalla Scozia e dal Galles, dagli splendidi castelli, dalla storia di cui è intrinseco il centro di Londra e anche perché molte persone sono attratte dall’Inghilterra per poter migliorare il proprio inglese.

Buckingham Palace
Cosa visitare nella Gran Bretagna
Chi visita l’Inghilterra può senza dubbio trovarsi di fronte a molteplici paesaggi.
Dalle lande selvagge del nord, ai piccoli paesi rurali, ai grandi porti costieri e alle immense città.
Ovviamente la città più importante è Londra, sede del governo e della monarchia inglese. Con moltissima storia alle spalle da raccontare ha un numero sconsiderato di monumenti, piazze, musei e posti di attrazione turistica per cui ci vorrebbe un mese per visitarli tutti.
Si comincia con la sede del Parlamento sulle rive del Tamigi, dove è presente la famosa torre dell’orologio (Big ben). Trafalgar Square, famosa piazza dove si ricorda la vittoria degli inglesi contro Napoleone.
Le cattedrali di Westminster e di S. Paul, due enormi chiese pieni di oggetti antichi.
Bellissima anche la residenza del sovrano in città: Buckingham Palace e la Torre di Londra, piccola costruzione attorniata da muri dove durante la storia furono imprigionati personaggi illustri.
Poi ancora il famoso ponte “Tower Bridge” e tutti gli importantissimi musei con dei pezzi unici per l’umanità: il British Museum, la National Gallery.
Infine molto particolari i grandi parchi che si trovano all’interno della città.
Fuori Londra è possibile trovare una reggia maestosa del 1300, il castello di Windsor. Abitazione usata dal monarca durante il periodo estivo.
La seconda città per grandezza è Birmingham, polo dell’industria nel passato.
Più a nord troviamo Manchester, importante città dove da sempre si sono concentrate considerevoli industrie chimiche, meccaniche e tessili.
Più a ovest, sulla costa, troviamo Liverpool, grosso porto molto fondamentale per gli scambi marittimi.
Andando più a nord troviamo la Scozia, bellissime vallate con castelli e centri storici. La capitale è Edimburgo, ricca di edifici storici, chiese e musei.
Andando più a nord è presente una zona molto bella per panorama naturalistico: valli, castelli, montagne, laghi (come il famoso Loch Ness). La città più grande della Scozia è Glasgow, si trova verso la costa, ha un porto importante ed è presente l’unica cattedrale della regione restata in piedi dopo le distruzioni effettuate dai protestanti.
Infine passando di là del Canale del Nord troviamo l’Irlanda del Nord, con la capitale Belfast. Apprezzabile città per il commercio, visto che da sempre ha un grande porto con un’industria navale di notevole importanza.

Castello della Scozia